Capriolo

Capriolo – Capreolus capreolus

Ordine: artiodattili

Famiglia: cervidi

Sottofamiglia: odocoileini

Maschio di capriolo – © Claudia Rocchini

Maschio di capriolo – © Claudia Rocchini

Il capriolo europeo vive in piccoli gruppi o “famiglie allargate”, composti di un maschio dominante e della sua discendenza. E‛ il cervide che meglio si è adattato alla presenza umana, cibandosi volentieri dei prodotti dell‛agricoltura e giungendo addirittura a sincronizzare i propri orari con quelli umani: esce dai boschi e si reca al pascolo durante l‛ora del pranzo, oltre che naturalmente, durante la notte.

Le corna dei maschi, come quelle di tutti i cervidi, vengono perse e rinascono una volta all‛anno. Cadono in dicembre e sono di nuovo mature nel giugno successivo, per l‛epoca degli amori. I piccoli, abitualmente in numero di due, nascono in primavera, dopo una gestazione che può durare nove o cinque mesi: infatti, le femmine che non sono state fecondate in estate, hanno Capreolus capreolus capriolo un secondo calore in autunno, ma i feti di entrambi i gruppi giungono a maturazione simultaneamente. Il capriolo si è molto giovato, almeno in Europa, della diminuzione provocata dall‛uomo dei suoi predatori naturali: lupi, linci e volpi, ed è ora molto più numeroso che in passato.
In Italia, dopo una drammatica diminuzione dovuta alla perdita di habitat e a cacce eccessive, è dagli anni ‘60 in notevole ripresa.
Il merito di questa situazione positiva va dato in parti uguali a un miglior controllo del prelievo venatorio e alla restituzione alla natura dei terreni agricoli collinari, ora largamente abbandonati. Il capriolo si ciba di radici, foglie e germogli. Ciò combinato con la sua sensibilità ai parassiti, lo rende alquanto difficile da allevare in cattività.

Coppia di femmine di capriolo

Coppia di femmine di capriolo