Percorso Tropicale

Dopo la voliera delle farfalle e dei colibrì, si entra nella zona dedicata agli acquari e ai terrari dei rettili e degli insetti.

Il primo terrario è dedicato alle coloratissime e velenose rane Dendrobates dell’Amazzonia. Di fronte due acquari, sempre dell’Amazzonia, con i rari Scalari altum e con i pesci Discus. Poi altri acquari e terrari, dedicati a specie particolarmente utili per capire i fenomeni evoluzionistici: Anableps e Perioftalmi, pesci lontani nella scala evolutiva ma che si sono avvicinati per risolvere allo stesso modo gli stessi problemi ambientali. Limuli, animali affini ai ragni ma che somigliano a crostacei. Granchi che vivono in terra e si arrampicano sugli alberi, per sfruttare anche questo ambiente. Pesci che possono vivere per anni senz’acqua. E poi specie di particolare interesse, come la Lucertola ocellata, una specie europea che può sfiorare il metro di lunghezza.

Dopo i terrari dei rettili ci sono quelli degli insetti. Abbiamo scelto poche ma straordinarie specie: lo splendido Dynastes, dal Sudamerica, con altri coleotteri altrettanto spettacolari; gli Insetti foglia e stecco, le Mantidi, qualche ragno gigantesco. Una grande teca è destinata alle Formiche tagliafoglia, la cui società è considerata la più complessa del mondo animale.

Si entra poi nella serra principale. Specie botaniche tropicali ma legate agli interessi della società umana, come l’Albero del pane, quello del cacao, quello dei chiodi di garofano e molti altri, sono carichi di piante epifite fra cui orchidee, felci e Bromelie. Numerose Eliconie, dalla lunga fioritura che consente di vederne quasi sempre almeno una in fiore.

Al centro uno stagno con un enorme Gimnoto -l’anguilla elettrica, che si dice abbia dato a Volta l’idea per la sua immortale pila- un gruppo di Arowana, capaci di saltare oltre un metro fuor d’acqua, per catturare prede anche grosse come uccelli e le Razze d’acqua dolce, che popolano le acque dell’Amazzonia. Lungo le pareti grandi acquari, con i Pirañas e i Caimani nani, con i Pesci alligatore del Mississipì, con l’Anaconda. E terrari, uno con il Pitone verde dell’Australia e Nuova Guinea, e l’altro con il Boa verde americano: esempio di due specie evolutivamente lontane ma che la necessità ambientale ha fatto praticamente identiche.

Tra le fronde volano i Quetzal, gli uccelli sacri degli Aztechi e, in estate, una coppia di Buceri.

Fotografia scattata nel Parco faunistico Oasi di Sant'Alessio (PV) - Feb 2012

Poi si passa in un ambiente in parte separato e si rimane colpiti dalla coppia di simpatici Tamandua, i formichieri arboricoli del Sudamerica.

Di fronte a loro si osserva una teca dalla ricca vegetazione, abitata da diecine di Agalychnis, le belle raganelle dagli occhi rossi, nate nell’Oasi -una delle prime volte in Italia. Dall’altra parte due piccole paludi di acqua salmastra si alternano nel ciclo delle maree e vi abbiamo piantato un boschetto di Mangrovie. Accanto a loro uno stagno ospita i Pesci arciere, che con uno sputo possono abbattere un insetto fino a due metri fuor d’acqua.

Di fronte alle Mangrovie, due belle teche. La più grande ospita un gruppo di Phelsuma madagascariensis, una coppia di Basilischi, un Camaleonte e quattro Agalychnis che si sono già riprodotte. La più piccola è tutta dedicata ad alcuni Pitoni reali.

Usciti dalle serre, si passa nella zona dedicata agli Uccelli del Paradiso. Subito a sinistra, in una voliera ancora in via di completamento, vediamo una famiglia dell’Uccello reale del Paradiso, lo splendido Cicinnurus regius, un maschio, dal mantello rosso fuoco e le sue due femmine, separate da lui per consentir loro, quando sarà il momento, di portare a termine la nidificazione senza ingerenze da parte del compagno. Una tecnica ispirata al comportamento naturale di tutta la famiglia delle Paradisee, codificata dal New York Zoological Society.

 

Fotografia scattata nel Parco faunistico Oasi di Sant'Alessio (PV) - Giugno 2010

Poi, in un’ampia voliera piantumata con specie botaniche della Nuova Guinea, vediamo un’altra specie di Paradisee: per ora una coppia di Cicinnurus magnificus, che sarà sostituita quanto prima da una diversa eccezionale presenza.

Di fronte alcune voliere con rettili (in estate) e un primo assaggio di Bradipi.

Da qui si arriva nel corridoio prospiciente le voliere dei grandi Rapaci: Una coppia di Aquile reali del Kazakistan, le più grandi del mondo e un’ Aquila urlatrice, nata nell’Oasi.

Poi nuovamente in una serra, dove si trova la nostra famiglia di Bradipi, con noi dal 1995 e che si è regolarmente riprodotta ogni anno ed ha contribuito a creare altri nuclei riproduttivi in numerosi parchi d’Europa. Dopo i Bradipi si possono vedere, nelle stagioni che lo consentono, le nostre Tartarughe sulcata le più grandi che vivano sui continenti, delle quali in realtà non si conosce ancora la taglia massima che siano capaci di raggiungere.

 

 

Dopo le tartarughe si giunge al laghetto dei Fenicotteri di Cuba, dal colore sgargiante, rosa e magenta e rosso intenso. Attiguo al loro stagno c’è la complessa voliera dell’Ocelot, libero di muoversi fra i rami di un grande albero.