Percorso europeo

veduta aerea dell’Oasi di Sant’Alessio e del castello

veduta aerea dell’Oasi di Sant’Alessio e del castello

Il percorso è dedicato alla fedele ricostruzione dei luoghi umidi dell’Europa meridionale, ispirato in parte alle perdute Paludi Pontine, meraviglia naturalistica del nostro passato. Si svolge intorno a una foresta, creata nei passati quarant’anni e lasciata evolversi secondo i ritmi della natura. Gli stagni, le praterie, i canneti, i fitti boschi e gli enormi alberi, i tronchi caduti e lasciati a produrre felci, muschi e licheni offrono a tratti immagini di vita primordiale. Caprioli, anatre selvatiche, uccelli e pesci di ogni tipo hanno popolato, del tutto spontaneamente, questo minuscolo paradiso. Centinaia di nidi di Aironi, che ogni anno qui tornano dall’Africa, hanno dato origine all’unica “garzaia” che l’uomo sia mai riuscito a creare. Un luogo amato e visitato da amanti dell’arte e della natura. Valga per tutti il grande regista Ermanno Olmi, che ha definito l’Oasi “il giardino dell’Eden” (guarda video), dove l’uomo torna in comunione con la natura.

 

 

 

 

 

Upupa imbecca nel nido

Upupa imbecca nel nido

Nel percorso abbiamo inserito alcune voliere, in cui il visitatore può assistere alla vita e alla riproduzione delle specie che poi, dall’Oasi stessa, sono avviate al ritorno alla natura. Specie che, da qui, vanno quindi a ripopolare gli ambienti della Lombardia e non solo. Abbiamo così riportato, per primi e dopo cinque secoli di assenza dall’Italia, la Cicogna bianca; stiamo efficacemente ricostruendo le popolazioni selvatiche della Spatola, del Mignattaio, del Cavaliere d’Italia, della Testuggine d’acqua. Abbiamo dimostrato che si può reintrodurre con strepitoso successo lo Scoiattolo rosso. Siamo pronti a farlo con la mitica Lontra.

Il percorso inizia con un recinto in cui vive una coppia di Cavalli di Pzewalski, estinti in natura e destinati a produrre giovani che dovrebbero ripopolare la Mongolia. Poi alcune grandi voliere dove ospitiamo Uccelli di ripa, come Avocette e Beccacce di mare; poi Upupe, Gruccioni, Picchi e Rigogoli.

 
 
 
 
 
 
 
 
Poi si passa alla ricostruzione (attualmente in restauro) di un corso d’acqua nostrano, in cui presto si rivedranno tutti i più importanti pesci delle nostre acque. Di fronte si possono osservare paludi e stagni con Gru e Fenicotteri selvatici.

Tunnel nella garzaia: si tratta di uno dei tunnel naturalistici dell'Oasi nascosti alla vista degli animali. Sono percorsi costruiti per ingabbiare e nascondere i visitatori e permettere loro di osservare da vicino gli abitanti dell'Oasi.

Tunnel nella garzaia: si tratta di uno dei tunnel naturalistici dell'Oasi nascosti alla vista degli animali. Sono percorsi costruiti per ingabbiare e nascondere i visitatori e permettere loro di osservare da vicino gli abitanti dell'Oasi.

Vetri a specchio consentono di vedere, inosservati, queste rare specie, cui si uniscono, in estate, centinaia di giovani di Aironi e, in inverno, stormi migratori di Aironi guardabuoi e Ibis sacri. Alla fine del “fiume”, si entra nella grande voliera che ospita gli stormi dei riproduttori di Spatole e Mignattai: boschetti che circondano un grande stagno dove Carpe giganti si riproducono e generano pesciolini di cui si nutrono i grandi uccelli che arriveranno quindi alla libertà ormai avvezzi a cavarsela da soli.

Dalla voliera delle Spatole si passa a quella dei Cavalieri d’Italia, da cui poco meno di un migliaio di esemplari sono stati, nell’arco di oltre trent’anni, resi alla natura. Poi, di nuovo all’aperto, si gira intorno a un laghetto, a cielo aperto, frequentato da Aironi cenerini, Cicogne, Caprioli e numerose specie aviarie nostrane e stanziali, e in cui vive una coppia di Pellicani ricci. Qui, due volte al giorno, alle 11,30 e alle 16,30 viene lasciato del cibo sulla riva che attira decine di esemplari liberi dalle risaie vicine. E’ il paradiso dei fotografi.

Il lago dei pellicani

Il lago dei pellicani

Lasciato il laghetto, si torna a girare intorno al bosco centrale. Nel bosco abbiamo nascosto una voliera in cui, per la prima volta al mondo, si è riprodotto il Martin pescatore, e due altre con, rispettivamente, Astori e Sparvieri. Poi un recinto di ambientamento per le giovani Lontre, che vi imparano a pescare, una voliera preparato per, in futuro, la Lince europea, e la grande voliera di riproduzione del Gipeto, il meraviglioso avvoltoio, estinto da un secolo nelle Alpi e alla cui reintroduzione l’Oasi sta dedicando molti sforzi. Accanto a questa una più piccola ma molto complessa, per i Gatti selvatici.

 

Airone rosso nella sua voliera

Airone rosso nella sua voliera

Giunti quasi alla fine del percorso, si trova una voliera per la riproduzione dell’Airone rosso, una specie diventata rarissima, per la scomparsa delle paludi. Un’altana consente di ammirare la nidificazione dell’alto.

 

Il tunnel subacqueo dell’Oasi

Il tunnel subacqueo dell’Oasi

La struttura è parte del complesso che chiamiamo “tunnel subacqueo”, in realtà un percorso fatto in modo che il visitatore, con gli occhi all’altezza del pelo dell’acqua, veda la vita di Anatre tuffatrici, Carpe giganti, Storioni, Lontre, sia sott’acqua che sopra. Un’ultimo sguardo allo stagno dei Fenicotteri europei e la visita a questa parte dell’Oasi è completata.